mercoledì, 09 luglio 2008 13:05
 
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C1: la resa dei conti...

foto5Oggi potrebbe essere il giorno decisivo per il destino del Civitavecchia Calcio a 5. Dopo una stagione molto dura, iniziata male ma comunque sotto ben altre aspettative e proseguita peggio, con il gioco che stentava a decollare, le sconfitte a ripetizione, l’abbandono di tanti giocatori e le dimissioni di Bonifacio, fino agli ultimi brucianti ko che hanno infranto ogni sorta di speranza di salvezza, ora è arrivato il momento della resa dei conti. In caso di sconfitta o pareggio sul campo del Rete Oro ci sarà la matematica certezza della retrocessione, triste epilogo per una società, quella nerazzurra, precipitata al punto più basso della sua decennale storia.

 

 

 

 

 

A nulla sono valsi tutti gli sforzi e l’impegno di giocatori e allenatori, in queste ultime settimane. Quella che era una prospettiva nemmeno lontanamente immaginabile, impossibile anche solo da pensare ad inizio anno, è ormai ad un passo dal realizzarsi, con tutto il carico di sconforto che si porterà dietro. Un vero incubo, dal quale svegliarsi sarà difficile e ancor più problematico sarà ripartire. I motivi del fallimento, di un tonfo così tanto fragoroso, sono diversi ed è inutile elencarli. Tuttavia su un particolare è bene soffermasi: giocatori e allenatori (Bonifacio prima, Gualtieri e Corsini poi) hanno ben poche colpe, perché lavorare in questa situazione era difficile e non tutti avrebbero accettato. Per questo a tutti loro va comunque un grande ringraziamento per aver quantomeno tentato di cambiare una storia già scritta, perché è innegabile che ad essere stata per prima inadeguata è stata la Società. Non affermare questo sarebbe ipocrita e ingiusto. Quando, dodici mesi fa, occorreva decidere il futuro, dopo la retrocessione dalla serie B, i dirigenti nerazzurri hanno commesso una serie infinita di errori, con scellerate decisioni (come affidarsi a miserabili politici e a “cantastorie”) le cui conseguenze sono lì, chiare e ben visibili. Quando il sipario calerà, sarà inutile fare programmi o altre stronzate simili, perché le condizioni per andare avanti non ci sono, se le cose non cambieranno radicalmente. Sedersi attorno ad un tavolo e guardarsi fissi negli occhi, per capire cosa si è sbagliato, è la prima cosa da fare, perché il calcio a 5 è cambiato ma il modo di gestire è rimasto lo stesso di dieci anni fa. E questo non va affatto bene. Se ci saranno responsabilità da prendere, ognuno dovrà farlo, senza se e senza ma. Altrimenti andrà sempre peggio e la storia nerazzurra (che, nel bene o nel male, ha comunque scandito i tempi di questo sport, a Civitavecchia, nei suoi dieci anni di attività) sarà destinata a subire altre umiliazioni. Fatto questo, solo allora si potrà iniziare a pensare ad un futuro che, se dodici mesi fa appariva incerto, adesso è tremendamente buio. In ogni caso, prima, c’è un campionato da finire, cercando di farlo nella miglior maniera possibile per congedarsi dalla categoria con onore e per riuscire a vincere almeno una partita, impresa mai riuscita nel girone di ritorno ma che giocatori e allenatori nerazzurri meritano veramente tanto. 

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